DAVIDE CUORVO: “Il WEB è un amico della pubblicità, della diffusione linguistica e ha una certa rilevanza culturale” [intervista]

Intervista al giovane Davide Cuorvo, che chiude i dodici mesi della rubrica MagnArtPoetry 2017

a cura di Francesca Ferrara @netnewsmaker © RIPRODUZIONE RISERVATA

Quando Davide incontra la poesia?

«La Poesia contemporanea è stata per me una scoperta. Lo affermo con forza, poiché, fino all’età di 19 anni, ne ignoravo i percorsi e gli sviluppi. Oggigiorno, purtroppo, nelle scuole ordinarie, si studiano tutt’al più i classici. Ero, dunque, scarsamente informato sul novecento stesso, dopo Montale.

Al tempo della mia prima poesia su carta, ero a Pisa: studiavo ingegneria informatica presso l’Università omonima. Lontano dalla mia terra natale e dagli affetti, incontrando nuove culture e costumi, cercavo un ricongiungimento con il mio paese natὶo» .

Quali autori e letture ti hanno portato ad amare la poesia e la letteratura?

«Penso che l’amore per la letteratura, e in particolare per la poesia, sia nato con me. Si cerca sempre un completamento esteriore, un pacificamento con la vita stessa. Io l’ho trovato con la lettura, e con la scrittura, in seguito.

Incominciai a leggere i primi romanzi all’età di 7-8 anni; da quel momento in poi ho letto freneticamente, ogni giorno, fino a raggiungere la quota di 3-4 libri al giorno. Ricordo ancora che il registro della biblioteca del mio paese riportava per ogni pagina circa una ventina di mie firme, e poche altre. Questo fino ai 15-16 anni. Da lὶ in poi ho letto con più calma e moderazione.

Non devo quindi, solo agli autori, l’amore e la bellezza di sfogliare un libro. Anche se, tra i tanti, posso nominare quelli che sicuramente preferivo agli inizi dei miei viaggi letterari: Emilio Salgari, Jules Verne, Isabel Allende, Italo Calvino, Agatha Christie. Per la poesia, invece, nomino gli attuali che, in gran parte, hanno aiutato la mia formazione culturale: Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda, Amelia Rosselli, Cees Nooteboom, Robert Frost» .

Sei un giovane autore, come vedi il rapporto tra la poesia e il web? Tra i giovani e le librerie? Come vedi il mercato dell’editoria? ancora in crisi o in ripresa? In che modo?

«Non sono un acerrimo nemico del web, che, in certi contesti, risulta anzi una piattaforma davvero utile e stimolante. Sicuramente è un amico della pubblicità, della diffusione linguistica e ha una certa rilevanza culturale (se si contano le migliaia di contenuti artistici che esso presenta). La Poesia, purtroppo, nella società odierna, non rappresenta ancora – e probabilmente non lo sarà mai – una grande occasione aggregativa, se si vogliono mettere a parte gli ormai storici incontri di Castel Porziano. Ecco che il web diventa, quindi, una scorciatoia per arrivare ai potenziali lettori, uno spazio dove confrontarsi, un luogo dove può giacere la parola in maniera condivisa. C’è da non dimenticare, però, che il profumo dei libri dà sempre un sapore in più ai testi, alla consistenza delle parole, alla lettura.

I giovani ormai non hanno, o non vogliono avere, un debole verso le “parole”. Pochi si intrattengono nelle letture, ancora in minor numero si aggirano con interesse e curiosità lungo gli scaffali delle librerie. Cosa molto strana è però il quantitativo enorme degli sprovveduti che si accingono a scrivere (pensieri, aforismi, poesie, racconti, romanzi che siano), senza aver mai aperto un volume di poesia, apprezzato un buon romanzo, sorseggiato un calice di vino attorno ad un racconto di Edgar Allan Poe.

Il mercato dell’economia sta calando rispetto a una trentina di anni a questa parte, è vero. C’è però da dire che una buona parte di cultori, operatori del settore, editori e giornalisti, utilizzano tutte le loro forze per promuovere l’arte della scrittura e il piacere e l’esercizio costante del leggere. La società odierna non aiuta, sempre impegnata in altri lidi, spesso molto meno onorevoli e significativi» .

 

Quali consigli daresti agli autori emergenti?

«Il consiglio supremo che si può dare ad un autore, sia esso emergente o già affermato, è quello di leggere, leggere, e leggere ancora. Leggere sempre, con cognizione, profondità analitica e gusto nel farlo. La vita è una severa Maestra: ha immancabilmente una lezione da offrire, un esame da somministrare; l’individuo ha dinanzi continue esperienze da vivere e rivivere, innumerevoli nozioni da assimilare» .

 

Da poco in libreria c’è il tuo libro. Parlaci di questa tua opera letteraria

«“La misura del silenzio” è una raccolta suddivisa in due tranches da un entracte. La prima sezione (Euritmie) è una fase in cui l’io si sente rassicurato; la seconda (Decadenze), invece, traccia una parabola malinconico-discendente. La misura non è espressione di un valore matematico/numerico, è ente filosofico, esistenziale, che conduce all’illimite del pensiero emotivo/creativo; analogamente il silenzio non va inteso come assenza di parola, ma concentrazione nell’ascolto autentico dell’Alterità. Il silenzio è chiave d’apertura affinché l’Essere, l’Io, si rapportino al mondo circostante. È un ritiro in se stesso che consente l’accadere dell’accoglienza dell’Altro da sé, attraverso la sensibilità, l’estro, la vocazione a varcare l’ingresso mistagogico con un’ipotesi di disvelamento, di verità mai valutabile in senso assoluto. Misura e silenzio si collocano pertanto non nel luogo fisico ove un poeta può trovare l’ideale raccoglimento, l’adyton greco nel tempio, ma la sfera virtuale perfettamente funzionale al suo esprimersi in trasversalità, nel rigoglio del metalinguaggio, qui tra simbolismo, surrealismo e realismo magico» .

 

Progetti per il futuro?

«Per i cantieri poetici ho altre tre raccolte ancora inedite. Ho comunque intenzione di spaziare in altri campi, addentrarmi nella prosa narrativa e letteraria. Prossimo progetto è sicuramente un romanzo, drammatico, di forte caratura esistenziale. Tema che fortemente prediligo e aspetto che tanto mi contraddistingue» .

 

 

Bio

Davide Cuorvo (Pompei, 7 dicembre 1992) è un poeta e attore italiano.

Nel 2014 è uscito il suo primo libro “La vita, l’amore, la morte” (Ed. Privata Gruppo Editoriale “Il Mio Libro” -La Feltrinelli-). Nello stesso anno, fa il suo ingresso nella filodrammatica “Agrodolce”, con la quale partecipa alla rappresentazione della Commedia Eduardiana “Questi fantasmi”. Successivamente frequenta i laboratori di Scrittura Creativa, Drammatizzazione, Ortoepia e Dizione tenuti dall’Associazione Culturale “Logopea” ed entra a far parte della medesima in qualità di attore, scrittore e direttore artistico, con la quale attualmente organizza, insieme al critico Armando Saveriano, svariati readings di poesia (“Versipelle”), presentazioni librarie (“Librazioni”) e spettacoli teatrali. Il 29 dicembre 2015 ha partecipato, in qualità di attore, allo Spettacolo Teatrale “Revelación” presso il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi diretto dal M° Adriano Mauriello e finanziato dal governo argentino. È l’ideatore e l’organizzatore del Premio Nazionale di Poesia “Città di Conza della Campania”, nel quale assume il ruolo di Giurato assieme a poeti e scrittori del calibro di Giampiero Neri e Wanda Marasco. Ha ottenuto alcuni riconoscimenti partecipando a Concorsi di Poesia importanti, quali:

  • XII Edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Città di S. Anastasia”: vince la Segnalazione di Merito per la poesia “Malinconia”;
  • XXI Edizione del Premio Internazionale di Poesia Poseidonia-Paestum: vince il 1° Premio, Sez. Poesia Giovani, per la lirica “A mio padre”;
  • I Edizione del Concorso Internazionale di Poesia di Monteforte Irpino “1st Pabulum Artistic – Literary Awards – Creativity – Imagination – Courage”: vince il 2° premio;
  • I Edizione del Premio Internazionale Salvatore Quasimodo: Menzione Speciale per la poesia “Personae”;
  • I Edizione del Premio Nazionale di Poesia Aoros – Valerio Castiello: 1° Premio, Sez. Poesia Inedita, per la raccolta “Il dolore è una vecchia contrada”.

Nel 2017 è uscita la sua seconda raccolta poetica dal titolo “La misura del silenzio” (Manni Editore). Suoi testi sono stati pubblicati su riviste, blog e siti letterari.

 

DAVIDE CUORVO

“La misura del silenzio” – Manni Editore 2017

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