GIOVANNA IORIO:”La poesia è una specie di cura. Mi ammalo spesso…” [intervista]

Due chiacchiere con l’autrice del mese di Ottobre, Giovanna Iorio

a cura di Francesca Ferrara @netnewsmaker © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’incontro con la poesia, gli autori preferiti quando avviene?
«A venti anni mi sono innamorata di T.S. Eliot e della  “Waste Land”. Non è stato il primo incontro con la poesia ma forse il più intenso. Ho trascorso un anno a decifrare gli enigmatici frammenti del poemetto, lo studiavamo al corso di letteratura inglese e ad un certo punto la voce di T.S. Eliot era diventata una specie di mantra. Ancora oggi, in certi momenti, recito a memoria alcune parti. Mi conforta e consola. Ricordo anche che avevo messo una fotografia di Eliot sul comodino. Il poeta se ne stava in una piccola barca a vela e sorrideva. Tutto il mistero e la bellezza della poesia erano in quell’enigmatico sorriso».
Scrivere versi è un diletto, necessità passione?
 «La poesia è una specie di cura. Mi ammalo spesso…»
Come vedi il mercato editoriale della poesia in Italia e all’estero?
«Personalmente, ammiro gli editori che investono sui loro autori: li scelgono, li promuovono e li sostengono. Il rapporto con un editore è molto più importante e profondo di quello che appare in superficie. Alcuni libri esistono solo perché un editore ci ha creduto. La fiducia e la competenza  sono molto importanti e contribuiscono al successo di un libro».
Web e poesia: che relazione è? Che futuro vedi per la poesia?
«La poesia, secondo me, ha bisogno di silenzio. Il web è troppo rumoroso e a volte rischia di trasformare  la poesia in un groviglio di suoni. Senza dubbio riesce a creare connessioni e opportunità che giovano molto ai poeti. Però qualche volta la rete aiuta i poeti e non la poesia».
Che tipo di poesia ti piace? quale stile? (Perché prediligi un tipo piuttosto che un altro)?
«La poesia che mi piace di più è quella che mi restituisce le parole e la loro luce».
Quali progetti hai nel cassetto? Cosa bolle in pentola?
«Mi sono trasferita a Londra da quattro mesi. Non conosco praticamente nessuno, non faccio parte di nessun gruppo di poeti o scrittori. Non ho ancora amici e non ricevo più inviti come accadeva Roma. Per ora questa inattività non mi dispiace. In questi mesi sono riuscita finalmente a mandare in stampa un libro per me molto importante: “Succede nei paesi” (Fara Editore, 2017).
Sono tornata alla traduzione di poesia e spero di continuare perché è un’attività vitale per chi scrive. Sto scrivendo una specie di diario, si chiama “I giorni della volpe”. E naturalmente c’è tutto il resto: lavoro, famiglia, incombenze quotidiane.
Però pensarci bene qualcosa che “bolle in pentola” c’è… Sto preparando una mostra di fotografie e testi inediti. La mostra  s’intitola “In the woods”, apre il 22 novembre, qui a Londra, e chiude l’8 gennaio. Si tratta di un’esperienza molto nuova per me. Le fotografie sono le mie poesie silenziose. Sono molto felice di potermi dedicare a loro. Se siete da queste parti vi aspetto:

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Bio

Giovanna Iorio vive a Londra. Ha pubblicato diverse raccolte di poesia; le più recenti Poesie d’amore per un albero (Albeggi Editore, 2017), La neve è altrove (Fara, 2017, rosa opere finaliste al Premio Camaiore 2017), Haiku dell’Inquietudine (Fusibilia,2016), Frammenti di un profilo (Pellicano, 2015, Premio Sassari). Molte delle sue opere si trovano in antologia: Cuore di preda (CFR),  SignorNò (SEAM), Ifigenia siamo noi (L’Arca Felice). Ha scritto una raccolta di racconti (DormivegliaRegina Zabo Edition, 2016) e storie per bambini (Cento storie per quando è troppo tardi, Feltrinelli 2013, Cento storie per quando è veramente troppo tardi, Feltrinelli 2014, Le storie invisibili -Radiolibriamoci web). Per il Cantiere di Rai 3 e Radiolibriamoci web ha scritto radiodrammi (Con le musiche originali del Notturno Concertante e la voce di Dario Albertini. Collabora con le riviste: Roma&RomaDiarioRomanoErodoto 108 e L’EstroVerso. E’ in uscita per Fare Editore, Succede nei paesi (ottobre 2017).

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